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1900/1915 Tra liberty e socialismo
Alla fine dell’Ottocento, seguendo l’esempio di altre nazioni europee, anche in Italia si diffonde la moda dei caffè letterari nonchè dei
giornali galanti.
A Firenze il Caffè Michelangelo rivela l’arte sofisticata e raffinata dei Macchiaioli: Signorini, Tricca e Sanesi, mentre a Torino La Luna, supplemento mondano de Il Fischietto, inaugura il tempo delle riviste frivole ed audaci che pongono all’attenzione del pubblico disegnatori di successo, quali Attilio Mussino, Luigi Sapelli e Augusto Saletta.
Il fenomeno caricaturale piu’peculiare dell’Italia tra l’Ottocento e il primo Novecento è il pupazzettismo che offre al giornalismo un pò ingessato del tempo brio e vivacità inusuali. Maestri di questo genere
si rivelano Vassallo, più conosciuto con lo pseudonimo di Gandolin, Luigi Bertelli “Vamba”, Enrico Novelli “Yambo” e Carlo Montani che va ricordato tra i fondatori de Il Travaso delle idee, giornale che sopravviverà per decenni alle alterne vicende politiche italiane.
L’inizio del secolo si caratterizza, dal punto di vista grafico, con il
segno inconfondibile dell’arte liberty. Nel 1900 a Bologna nasce sotto
la direzione artistica di Majani (“Nasica”) una rivista di straordinaria eleganza e raffinatezza Italia ride che non sfigura affatto nel confronto con le piu’note riviste satiriche francesi, inglesi e tedesche contemporanee: le collaborazioni artistiche sono davvero eccellenti: non è facile ritrovare insieme Bompard, Dudovich, Galantara , Vamba, Gandolin, Scalarini, Signorini, Caramba, Tirelli, Soffici. Purtroppo,dopo 26 bellissimi numeri, la rivista cessa le pubblicazioni.
L’inizio del secolo si segnala anche per la diffusione del movimento socialista: due artisti possono essere individuati tra i disegnatori satirici più rappresentativi del periodo: Giuseppe Scalarini e Gabriele Galantara, diversi nel segno grafico, ma accomunati dalla passione politica: Scalarini collabora inizialmente al Merlin Cocai dove crea tipi destinati ad essere inconfondibili nelle migliaia di vignette disegnate negli anni per l’Avanti: il lavoratore macilento, il panciuto sfruttatore e il dentuto pescecane.
Galantara diventa popolarissimo per le tavole de L’Asino (che vengono ospitate sulle pareti delle povere case dei contadini o nelle collezioni di quella che oggi verrebbe chiamata la borghesia progressista), ma si fa anche apprezzare dai lettori francesi de L’Assiette au beurre e dai lettori tedeschi del Der Whare Jacob.
Per ritornare a L’Asino, ci troviamo di fronte a quella che è, probabilmente, la più importante rivista satirica italiana.
Viene spesso ricordata per il suo atteggiamento laico e violentemente anticlericale, ma non vanno dimenticati la battaglia contro la corruzione e il malcostume parlamentare, il suo impegno nel far esplodere lo scandalo della Banca Romana e nel combattere i metodi più discutibili del giolittismo.
La belle epoque, straordinario periodo di transizione sociale e di innovazione artistica, volge purtroppo al termine: nazionalismi ed imperialismi stanno trascinando verso il baratro della guerra un continente inquieto ed angosciato.
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