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1949/1965 La ripresa e il boom economico
Proseguono in questo periodo alcune testate che hanno visto la luce nell’immediato dopoguerra come Candido, Il Merlo Giallo ed ovviamente anche Il Travaso. Vi si affiancano le destrorse Asso di Spade ed Asso di Bastoni
Mentre Apolloni nel 1952 ci prova con Fantasio, bellissimo giornale illustrato e colorato che ha però vita breve, così come Girondino, nato nel 1956 con disegni di Reto, Dudovich e Artioli. Sorte analoga avrà
Il Veneranda fondato da Carletto Manzoni nel 1958. Nel !955 l’instancabile Gec riprende in mano Pasquino per cercare di portare al compimento del centesimo anno la testata dirigendo contemporaneamente Il Carciofo ed anche Il Pasquino medico.
Edgardo Sogno fonda il movimento Pace e Libertà con il suo giornale omonimo a cui collabora Mameli Barbara.
Nel frattempo rispunta anche Marc’Aurelio che raccoglie intorno a sè alcuni splendidi disegnatori a cui offre alcune pagine a colori per esprimersi al meglio. Tra questi Artioli, Vighi, Attalo, De Seta, ma anche Castellano e Pipolo (poi famosa coppia di sceneggiatori per il cinema) ed ancora Scola che poi diventerà lo straordinario regista che conosciamo.
Guareschi continua a condurre la sua battaglia, coadiuvato Mosca, Vidris, Palermo e Angoletta ma inciampa in alcune notizie pubblicate, poi ritenute false - documenti in cui De Gasperi dà il via libera ai bombardamenti su Roma - che lo portano ad una condanna che, sommata a quella ricevuta per una vignetta di Manzoni sul Presidente della Repubblica Einaudi, gli spalanca le porte del carcere. E’ uno dei pochissimi satirici a subire questa traversia nella nuova Italia Repubblicana (dovremo aspettare gli anni settanta ed Il Male per avere un’altro direttore in prigione - nello specifico Calogero Venezia).
C’è la solidarietà dei giornali satirici, ma Guareschi resta in carcere
per un anno.
Sono questi gli anni in cui furoreggia Il Travaso con tutti i suoi meravigliosi collaboratori, da Isidori, Nistri, Niso, Belli, Mastroianni,
a Barbara, Folco ed anche Jacovitti che crea personaggi e situazioni surreali e divertenti.
Anche la Gazzetta del Popolo riprende l’inserto Fuorisacco a cui collaborano nuovi talenti come Barletta, Barberis, Bergamasco e soprattutto Cavallo che ha una sua rubrica fissa. Nascono in questi anni anche testate come La Settimana Umoristica e Calandrino che ripropone il meglio dell’umorismo mondiale, ed ancora Il Borghese di Leo Longanesi che disegna le sue raffinate copertine e propone i montaggi fotografici, spesso con battuta umoristica, poi ripresi da tutti
i giornali.
Negli anni Sessanta però inizia ad entrare in crisi la formula del giornale satirico. Non nascono più nuove testate ed anzi chiudono quasi tutte quelle presenti nelle edicole.
In parte questo accade perchè molti dei collaboratori approdano prima al cinema e poi alla televisione, nata negli anni Cinquanta e capace di catalizzare i talenti dell’umorismo ad un uso diverso da quello prefissato dal giornale, ma anche forse per crisi di nuove idee che sappiano rivitalizzare la stampa satirica.
Una dopo l’altra le testate spariscono dal commercio. Anche il Travaso chiude i battenti nel 1966, ma viene ripreso da Dino Verde per poco più di un anno con Manetta, Olivieri e Artioli come collaboratori.
Non sono comunque anni floridi per la satira disegnata, ma la contestazione è alle porte, e questo porterà una nuova ventata di energia e soprattutto al riapparire di nuovi giornali dalle forti connotazioni politiche.
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